L’AQUILA, ospedale San Salvatore, Ufficio stampa, Vittorio Tucceri – Dopo 6 anni, ‘sfrattate’ dal sisma, le attività chirurgiche si riprendono la loro ‘casa’ originaria. 10.000 metri quadrati complessivi, distribuiti su 3 piani ,ristrutturati ex novo, tirati a lucido e inamidati, con attenzione per l’estetica e la qualità degli arredi, testimoniata tra l’altro, dai diversi colori che contraddistinguono, all’interno, i vari reparti. Il Manager della Asl, Giancarlo Silveri, ha spalancato le porte ai giornalisti per mostrare loro ‘de visu’, il cosiddetto Delta chirurgico. Un mega contenitore di reparti, ferito nelle parti vitali dal terribile colpo di maglio del sisma del 6 aprile, che la Direzione Asl - tra eccezionali difficoltà e allungamenti dei tempi dovuti a contenziosi con ditte troppo lente nell’esecuzione dei lavori di ristrutturazione – è riuscita a riportare in vita. 6 milioni e 200.000 euro il costo della mega-riparazione che ha ricompreso, oltre al riattamento completo dei locali, il rafforzamento dell’edificio e l’adeguamento alle norme antisismiche. Già dal prossimo agosto, gradualmente, i reparti - che finora hanno dovuto giocoforza operare in altre aree del San Salvatore in condizioni logistiche poco idonee - cominceranno a riempire il delta Chirurgico rimesso a nuovo che a settembre riaccoglierà tutte le unità operative ‘esodate’ dopo il sisma.
I reparti delle attività chirurgiche saranno così distribuiti:
piano terra: Endoscopia, Trapianti e Otorino Maxillofacciale;
primo piano: Materno infantile con Ostetricia, ginecologia, tutte le sale parto (3) e la terapia intensiva neonatale;
secondo piano: tutte le chirurgie;
terzo piano: Ortopedia e Urologia. Questa mattina il Manager, affiancato dal direttori di dipartimenti, direttore sanitario dell’ospedale, tecnici e dirigenti, ha aperto le porte del Delta chirurgico ai giornalisti per mostrare loro con i fatti, invece che limitarsi a raccontarla, un’impresa portata avanti tra enormi difficoltà. “Siamo riusciti ridare vita a un morto”, ha detto Silveri, utilizzando un’immagine che rende bene l’idea dello stato iniziale, causato dal terremoto, da cui si è partiti per rimettere in uso il grande edificio.